Licenza – Natale: prelibatezze gastronomiche sotto l’albero.
lunedì, 19 dicembre 2011

Sarà un Natale duro, questo, per molti italiani, difficile nasconderselo.
Forse proprio per questa ragione in molti sotto l’albero dissemineranno pacchetti colmi di regali gustosi piuttosto che ad alto contenuto tecnologico. Le prelibatezze gastronomiche, insomma, al tempo della crisi economica hanno decisamente la meglio su tablet, smartphone e altri gadget più costosi.
Sono le previsioni del Gambero Rosso, che in una sua ricerca in vista del Natale stima che tra l’altro solo per il pranzo del 25 dicembre la spesa delle famiglie raggiungerà 3,2 miliardi di euro.
Un sondaggio su oltre 500 titolari di enoteche, enogastronomie e negozi gourmet mostra l’opinione diffusa che “si sta più attenti allo scontrino, ma gli acquisti natalizi del comparto wine&food non conoscono flessione”. Proiezioni, si dirà, che riflettono soprattutto la speranza del comparto di non vedersi travolto dal momento di difficoltà economica che le famiglie attraversano, ma che possono anche rappresentare un suggerimento interessante per gli acquisti natalizi.
Il 60% dei consumatori, secondo il Gambero Rosso, si orienterà su regali golosi, secondo la filosofia pochi ma buoni, sia per gli acquisti che per gli amici a cui fare il regalo.
Tra i prodotti più pregiati il formaggio stagionato a 36 mesi, da preferire a quello a 12, e i salumi di nicchia. Tra i vini le preferenze vanno a denominazioni che fanno registrare veri e propri boom come l’Amarone della Valpolicella, ma anche al Prosecco Valdobbiadene Docg, che si conferma il re delle bollicine.
Un’altra tendenza vede aumentare la ricerca di informazioni, tra guide e passaparola, alla ricerca delle etichetta di qualità meno conosciute.
Mangiare, dunque, per allontanare lo spettro della precarietà che sembra avvolgere tutto, e per iniettarsi un po’ di ottimismo alla vigilia di un nuovo anno. “Il cibo è una forma di esorcismo e in un periodo di incertezza sembra essere l’unica certezza possibile – spiega l’antropologo Marino Niola – soprattutto se garantisce la trasparenza della tracciabilità. Un appagamento in un momento che non appaga su altri fronti.
Attenzione, però, non si tratta più della grande abbuffata di qualche decennio fa, ma si inserisce all’interno di una domanda più sofisticata e colta”.
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